Non chiamatele bionde

Il mondo delle birre dalla A(bbey) alla Z(wickelbier)

Archivio della Categoria 'Artigianale vs Industriale'

1 Ottobre 2007

bir & fud: la birra e la passione.

Ciao a tutti,
dopo mesi di latitanza eccomi qui con un po più di tempo.Cosa avrà fatto tutto questo tempo?
Abbiamo creato i bir&fud: la pizzeria dove partecipo “filosoficamente” (il nome, i prodotti, le fotografie e presto il sito, il blog e così via) e bir&fud bottega, questa invece è tutta mia, nel nome e nella gestione. Lo so è spudorata pubblicità ma se all’interno non vendessi più di 300 etichette di birre artigianali da tutto il mondo e dei prodotti gastronomici assolutamente artigianali (grazie anche ad Antonio) non la metterei qui sul blog di Non chiamatele bionde.
Presto avremo anche un sito dove poter vedere e comprare i nostri prodotti da tutta Italia, un blog del bir&fud è nato un paio di giorni fa (in continuo aggiornamento). In rete ci sono un po di recensioni e siamo finiti dritti dritti anche nella guida del Gambero Rosso dedicata ai locali e ristoranti di Roma, questa qui.
Che dire se passate a Roma e volete venire a trovarmi sarete i benvenuti, logicamente una birra insieme mi sembra il minimo.
Cheers Mirko

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Rovigo e le birre…

Non so se riuscirò ad andare dopo le ultime novità lavorative, allego il comunicato Stampa per l’evento:

L’ITALIA DELLA BIRRA ARTIGIANALE PER LA PRIMA VOLTA IN FIERA A ROVIGO

Rovigo, settembre 2007- “(…) tramandata nei secoli, affinata, modificata, stabilizzata, ma sempre birra”. Dal 27 al 29 ottobre 2007 Rovigo Fiere ospiterà “BIRRA NOSTRA”, esposizione di birre artigianali d’Italia. Già dalla 1a edizione Officina Eventi, studio di Ideazione e Progettazione Eventi, si prefigge l’obiettivo di creare interesse sia per i cultori della birra (tassativamente) artigianale sia per i degustatori o i semplici curiosi che vogliono avvicinarsi a questo mondo per saperne qualcosa in più, avvalendosi di interlocutori qualificati capaci di contribuire alla valorizzazione culturale della birra. L’ evento, unico nel suo genere in tutta l’area del nord-est, ospiterà alcuni tra i più rappresentativi produttori di birra artigianale d’Italia, ma anche di materie prime, ed attrezzature, oltre ai collezionisti e alla gastronomia, anche in considerazione delle potenzialità di un’area, il nord-est, da sempre considerata un laboratorio di certa gastronomia italiana. La parte scientifica sarà curata da Lorenzo Dabove, in arte “Kuaska” considerato uno dei più grandi esperti mondiali di birra artigianale. Tra gli eventi, sabato 27 alle ore 21, è previsto un talk-show con ospiti il prof. Stefano Buiatti docente di Tecnica Birraia all’Università di Udine, Kuaska, docente per “Master of Food” in Slowfood e direttore culturale di ‘Unionbirrai’, Maurizio Maestrelli, giornalista enogastronomico, oltre a un mastro birraio, e un personaggio del mondo dello spettacolo.

Ufficio Stampa:
Chiara Beghetto
www.2punti.it
328. 4220492
335. 6673311

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5 Settembre 2007

E’ morto Michael Jackson

Purtroppo dopo i mesi estivi di (mio) silenzio la prima notizia è veramente brutta, una di quelle notizie che lacerano un mondo, quello della birra, anzi delle birre.
La scorsa settimana purtroppo è morto Michael Jackson “The beer hunter”, non il cantante bianco/nero, ma il massimo esperto di birre al mondo. Un uomo leggendario, che ha vissuto per le birre, ha raccontato con semplicità di termini i luoghi, i personaggi, la filosofia delle birre. Si ho ripetuto molto volte la parola BIRRE ma è di questo che il buon vecchio Michael parlava e scriveva ed è ciò che insieme all’uomo è andato via per sempre. Per lui parlerà il suo ultimo libro appena finito di scrivere, in uscita ad Ottobre negli USA…attendere in religioso silenzio mi sembra il minimo che si possa fare.
A Michael, un ultimo saluto che avrebbe apprezzato di certo, Cheers M.

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7 Giugno 2007

Real Ale: le birre anglosassoni, parte prima.

"Con il nome Real Ale si indica una birra alla spina prodotta con ingredienti naturali, che subisce la seconda fermentazione all’interno del fusto da cui viene servita senza l’aggiunta di anidride carbonica."
                                                                                                  Oxford English Dictionary, 2nd edition

La società Real Ale è una realtà che difende e cerca di diffondere la cultura delle birre artigianali provenienti dalle diverse regioni della Gran Bretagna.

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Real Ale appunto significa,letteralmente, "birra vera". La Gran Bretagna vanta una tradizione secolare per quanto riguarda le caratteristiche di queste birre e il loro metodo di produzione, chiamato appunto "Ale", parola che deriva dall’anglosassone "Alu" che significa "stato di estasi". Oggi per ale si intendono le birre ad alta fermentazione e nel tempo c’è stata un’evoluzione molto ampia delle tipologie di birre derivate da quest’ultime.
Il processo, che al contrario delle birre industriali/commerciali, non prevede l’aggiunta di anidride carbonica, ne la fase di pastorizzazione rende il prodotto vivo, vero, ricco di aromi e profumi e per alcuni aspetti complesso.
Bisogna sfatare alcune credenze comuni: le vere birre anglosassoni non sono "allungate con acqua" o "annacquate". Hanno un corpo diverso dalle classiche birre industriali e seguono una tradizione molto precisa. Le birre inglesi non sono tutte di gradazione elevata ma variano molto (dai 4% fino a 8% e superiori con le strong ale e le barley wine).

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Anche la temperatura di servizio cade in considerazioni generiche e spesso errate: quante volte abbiamo sentito di ritorno da Londra amici affermare che le birre vengono servite "calde" a temperatura ambiente…le Real Ale vengono servite a temperature più elevate del solito ma mai calde, si parla appunto di 12°/15° con eccezioni. Insomma bere una Real Ale è una bella esperienza, da affrontare come quando si assaggia qualcosa di nuovo, pronti a nuove sensazioni e modi di bere e culture differenti. Mi raccomando, Real Ale e qualità prima di tutto. Consiglio di provare un assaggio alla spina proprio in estate per far ricrede tutti coloro che pensano che una birra inglese non sia dissetante…se siete fortunati magari avete un pub o un beershop proprio vicino casa.
…continua…

Cheers, M.
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17 Maggio 2007

Birra a Pasturana

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Da venerdì 8 giugno a domenica 10 giugno, presso il complesso sportivo di Pasturana, (Alessandria) si terrà la 5° edizione di “ARTEBIRRA PASTURANA”.

Tre giorni all’insegna della birra artigianale, con la presenza di oltre trenta birre presentate dai migliori microbirrifici italiani, laboratori di degustazione, e novità birrarie. Una grande festa per tutti i numerosi appassionati che potranno anche premiare la birra regina del Festival, “Miss Pasturana 2007”.

Propositi:
“ARTEBIRRA PASTURANA” nasce dalla esigenza di sostenere attivamente la cultura della birra cruda (non pastorizzata) e integra (non filtrata), senza aggiunta di conservanti. L’idea scaturisce dall’Associazione culturale UNIONBIRRAI che riunisce appassionati di birra, produttori artigianali, e hobbisti, dal Club Confraternita della Grande Schiuma e dalla PROLOCO Pasturana. L’intento degli organizzatori è quella di mostrare l’esistenza di un mondo birrario complesso e vivo, inesplorato e sconosciuto alla maggior parte della popolazione italiana. In paesi come il Belgio, l’Inghilterra e gli U.S.A., la “renaissance” della birra artigianale ha infatti portato alla nascita di una nuova e più forte cultura birraria con il risultato di elevare definitivamente la birra a bevanda di “rango”.

L’organizzazione:
“ARTEBIRRA PASTURANA 2007”
presenta:

·        Oltre 30 birre artigianali alla spina, provenienti dai migliori microbirrifici italiani;

·        laboratori di degustazione in cui verranno approfondite le caratteristiche di alcune birre artigianali italiane, nonché presentate novità e anteprime birrarie

·        raduno con punto di ritrovo/scambio tra gli ormai numerosissimi appassionati di birrificazione casalinga, parte integrante e trainante della nuova cultura della birra in Italia;

Programma ufficiale

venerdì 8 Giugno
- ore 19.00 apertura Festival
- ore 22.00 concerto
sabato 9 giugno
- ore 12.00 apertura Festival
- ore 17.00 laboratorio di degustazione
- ore 22.30 concerto

domenica 10 giugno
- ore 10.00 apertura Festival con motoraduno e mercatino du baratu
- ore 17.00 laboratorio di degustazione
- ore 24.00 chiusura manifestazione

Cucina Aperta venerdì a cena, sabato e domenica a pranzo e a cena e….Miss Pasturana.
Non stiamo parlando di procaci spillatrici ma della birra regina del festival. Tutto il pubblico partecipante ad Artebirra potrà votare per la birra che ha apprezzato di più, contribuendo alla elezione di “Miss Pasturana”. Per informazioni andate qui troverete tutte le info utili.

Sarò li, anche perchè la lista delle birre artigianali alla spina è veramente di alti livelli. Ci si vede a Pasturana, cheers M.

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9 Maggio 2007

Le birre viaggianti: IPA

La IPA (India Pale Ale) nacque, intorno alla metà del 1700, come una "astuzia commerciale", per approfittare a pieno dei viaggi di andata delle navi inglesi verso le Indie. Le navi tornavano cariche di merci, ma nel viaggio di andata erano semivuote. Perché non approfittare e caricarle di birra per l’esportazione?
Il viaggio però era molto lungo e per sopportare tale durata la birra doveva essere piuttosto forte, e soprattutto estremamente luppolata (il luppolo è un conservante naturale): così nacque un nuovo stile di birra, con un colore più chiaro rispetto alle altre ale(link al post sulle ale)del tempo.

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Inizialmente fu una piccola birreria londinese, la Hogdson, strategicamente locata vicino ai docks della capitale ad intraprendere questa via dell’IPA. Dal 1780 al 1830 circa, la Hogdson ebbe il monopolio dell’esportazione, fino a quando le grandi birrerie di Burton on Trent si accorsero delle grandi opportunità del mercato coloniale ed iniziarono anche loro la produzione. La “leggenda” narra che il mastro birrario della Allsopp, quando assaggiò per la prima volta l’India Pale Ale prodotta dalla concorrente londinese, la sputò causa l’amaro davvero estremo dato dalla luppolatura. Accettò quindi la sfida della produzione di questa nuova tipologia di birra e dopo aver fatto la prima cotta - sempre secondo leggenda - in una teiera, riuscì a produrre una birra simile ma di qualità superiore grazie alla più avanzate conoscenze tecniche.

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Ben presto Alsopp e Bass spodestarono la Hogdson e si assicurarono il controllo del mercato, che si allargò a comprendere non solo le Indie ma anche Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda. La situazione favorevole (sfruttata anche da diverse birrerie scozzesi) durò pochi decenni, fino a quando i lontani paesi consumatori di birra cominciarono invece ad “importare” il mestiere fabbricando impianti per la produzione locale di birra, per lo più per le "nuove" lager.
A questo punto la IPA cedette il passo alle altrettanto chiare ma meno amare pils e lager. Nel frattempo però l’accoglienza e “l’indice di gradimento” in Inghilterra era aumentata sensibilmente, e le stesse birrerie di Burton iniziarono a lanciare sul mercato diverse evoluzioni delle IPA classiche, creando molte sottotipologie della stessa birra: un colore differente (meno chiare) ed un amaro meno marcato (luppolatura minore). L’iniziativa fu gradita e le nuove tipologie divennero di gran moda e dettero origine alle odierne bitter a pale ale inglesi. Attualmente anche in America si è sviluppata una rivisitazione di questo stile classico con risultati veramente ottimi (alcuni molto particolari soprattutto nel dosaggio di luppolo), assolutamente da provare.

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Personalmente amo moltissimo questa tipologia di birra e consiglio vivamente di provare una IPA classica e tutte le sue evoluzioni.
Cheers, M.

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11 Aprile 2007

Birra Artigianale: Pils Pride col Birrificio Italiano

Sabato 14 aprile dalle 17.30 alle 02.00 e domenica 15 aprile dalle 16.00 alle 01.00, al Birrificio Italiano di Lurago Marinone si terrà la prima edizione di un evento molto speciale: PILS PRIDE.

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Lo stile birraio più famoso al mondo è anche in realtà il più dimenticato e quelle che oggi vengono chiamate Pils non sono che l’ombra di quelle originarie. Amaro, secchezza, aroma erbaceo di luppolo e di fiori, uniti in un delicato e inimitabile equilibrio ad un malto mieloso e ricco si sono diluiti negli anni in miliardi di ettolitri di birre senza carattere e personalità che ne millantano il nome. Se sei tra quelli, come noi, che quando vogliono bere birra pensano a questo tipo di birre, non mancare a questo appuntamento.
Birra
In quei due giorni avremo a disposizione 10 Pils di diversa provenienza Waldhaus, "Diplom Pils" (DE) Private Hausbrauerei Schönram, "Schönramer Pils" (DE) Brauerei Lieberth, "Pils" (DE) Meantime, "Bohemian Pils" (GB) Vecchio Birraio (PD), "Sausa Pils" Birrificio del Ducato (PR), "Viaemilia", Birrificio Barchessa di Villapola (TV), "Pola Pils" Birrificio BABB (BS), "Omnia"Birrificio Italiano (CO), "Tipopils" Birrificio Italiano (CO), "Extrahop" Prezzo: 2 euro bicchiere da 0,2 litri. Non verranno servite altre birre del Birrificio Italiano. Il bicchiere potrete ritirarlo all’ingresso lasciando un deposito di 2 Euro e poi potrete eventualmente restituirlo alla fine delle vostre bevute oppure tenervelo.Una postazione per il lavaggio dei bicchieri sarà a vostra disposizione.
Nuove esperienze
Sabato alle ore 22 circa, un fusto di Extra Hop verrà fatto passare attraverso il Randall riempito con fiori di luppolo Tettnanger.
Domenica alle 19 circa un fusto di Tipopils, trattato come una Real Ale, verrà spinato a pompa e a temperatura di circa 18°C.
Cibo
Sia Sabato che domenica la cucina del Birrificio preparerà solo piatti semplici ma specificatamente adatti alle Pils. Avremo una selezione di formaggi e una di affettati oltre ad alcuni manicaretti preparati per l’occasione. Non sarà possibile prenotare e i posti a sedere saranno limitati dal fatto che alcuni tavoli verranno eliminati per dare spazio agli incontri e alle chiacchere tra appassionati di Pils.
Luppolo
Il grande protagonista delle birre Pils si lascerà guardare e degustare da voi. Avremo un banco con diverse varietà di luppolo aromatico che vi saranno raccontate da un esperto.
La produzione
Domenica, alle ore 16.30, incontro per parlare di come si produce una buona Pils. Interverranno alcuni dei Birrai che producono le birre in spillatura e ci sarà ampio spazio per il dibattito e le domande.
Musica
Sabato sera "Charleston Six", inimitabile ensamble Dixieland che ci delizierà girando per il locale e soffiando in grossi "tromboni" !
Domenica pomeriggio "Inis Fail", celeberrimo gruppo di musica irlandese che creerà la giusta atmosfera folk !

Nuovo Birrificio Italiano s.r.l.
Indirizzo: Via Castello, 51 - Lurago Marinone (CO)
Tel: 031/895450 Fax: 031/3520893
E-Mail: birrificio@birrificio.it

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27 Febbraio 2007

Born in the U.S.A.

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In America il fenomeno Microbirrifici (che poi tanto micro non sono) è nato molto prima che in Italia. Un paese grande come gli USA ospita un numero enorme di produttori artigianali di birra che cercano di diffondere la cultura brassicola. In fatto di produzione nessun birrificio artigianale americano è piccolo quanto il nostro più grande birrificio il Baladin! Pianeta Birra, dopo il Salone del Gusto del 2006, è stato un altro momento di incontro e confronto tra USA e Italia: i produttori americani affermano con molto piacere che il movimento italiano sta crescendo, bene e anche velocemente, come si dice in gergo “sta facendo rumore” e che il nostro paese a detta di Eric Wallace, sempre presente alle manifestazioni italoamericane di birra, è molto simile agli USA di 10 anni fa.

In fatto di birre USA c’era una vasta scelta al loro stand, 2 spine con birre a rotazione e una miriade di bottiglie e lattine (si si proprio lattine!) di ottima fattura.  In foto: lo stand e la birra.

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La storia della birra artigianale in USA inizia verso gli anni ’60 e ’70 quando molti giovani (futuri mastri birrai) pionieri di ritorno dall’Europa hanno studiato e re-interpretato gli stili classici del Regno Unito, dell’Irlanda, del Belgio, della Germania, imparando anche dagli europei emigrati nel loro paese. All’inizio degli anni ’80 c’erano solo 4 o 5 produzioni artigianali, oggi se ne contano 1400 circa.
Evoluzioni che negli ultimi anni hanno raggiunto livelli eccellenti su tutti gli stili, anche se alcune birre (imho) sono troppo estreme, ma la produzione nel complesso è ottima.

Come non citare, tra quelle presenti a Pianeta Birra:

Rogue con la sua Shakespeare Stout, la Brutal Bitter e la Chocolate Stout (in riga sotto).

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Dogfish Head con la sua 90 Minute IPA e la Midas Touch Golden Elisir, straordinariamente amare.

Great Divide con la sua Titan IPA con un buon 65 International Bittering Units (IBUs) sigla che misura le unità di amaro nella birra, e la Yeti Imperial Stout (75 IBU nella foto in basso) tostata quanto amara, molto buona e persistente.

 

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Stone con l’Arrogant Bastard Ale e la Stone IPA, notevoli, pronte per molteplici assaggi. Sotto le birre pronte per essere degustate.

 

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Mi ha impressionato favorevolmente anche la Rye Pale Ale della Terrapin con segale che sprigiona un amaro straordinariamente forte ed equilibrato, una buonissima Milk Stout, con lattosio, della Left Hand di Eric Wallace, un vero e proprio “cappuccino” con note di tostato, caffè, latte, cioccolato e liquirizia: una breakfast beer come è stata soprannominata durante la degustazione, dove anche la Flying Dog ha ben figurato con la sua Snake Dog IPA. Di seguito alcuni momenti della degustazione di ben 8 birre artigianali americane.

 

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La possibilità di confrontarsi, grazie anche ad un ottimo italiano di Eric, di parlare di birre, di degustare insieme, grazie ad Unionbirrai, la Brewers Association e Kuaska, e di scambiarsi le birre è stato molto costruttivo sia culturalmente che per il naso ed il palato di tutti.

 

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Speriamo di poter assaggiare al più presto nuove birre d’oltreoceano in qualche altra manifestazione di alto livello, con la stessa passione e professionalità di tutti gli addetti ai lavori.

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21 Febbraio 2007

275 sapori

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Il palato è in grado di distinguere circa 275 sapori diversi, ma nonostante ciò le aziende tendono ad uniformare il gusto in tutto il mondo. Catene alimentari di fast food, bibite analcoliche ed anche la nostra amata birra. Rendere il gusto "universale" è molto più redditizio per le aziende, mentre le persone perdono a mano a mano la possibilità di "sentire" tutto ciò che al mondo potrebbe distinguere culture e cucine diverse. *Secondo la Heineken, azienda olandese del settore birra, il consumo di questo prodotto aumenterà moltissimo soprattutto in Asia e Medio Oriente. Tim O’Rourke (Institute of Brewing del regno Unito) afferma che oggi le multinazionali vendono birra "insipida che va giù senza problemi, per la maggiorparte annacquata" così i gusti locali non ostacolano le vendite.
La birra industriale, spesso fatta con riso e mais notevolmente meno costosi del malto, rischia di confondere ed omologare il gusto di noi consumatori; al contrario bere birra artigianale ci aiuta a risvegliare un po dei 275 sapori che potremmo ogni volta sperimentare attraverso il nostro palato, oramai addormentato. Sperimentate gente, sperimentate.

*Colors Febbraio/Marzo 2000

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