Non chiamatele bionde

Il mondo delle birre dalla A(bbey) alla Z(wickelbier)

9 Maggio 2007

Le birre viaggianti: IPA

La IPA (India Pale Ale) nacque, intorno alla metà del 1700, come una "astuzia commerciale", per approfittare a pieno dei viaggi di andata delle navi inglesi verso le Indie. Le navi tornavano cariche di merci, ma nel viaggio di andata erano semivuote. Perché non approfittare e caricarle di birra per l’esportazione?
Il viaggio però era molto lungo e per sopportare tale durata la birra doveva essere piuttosto forte, e soprattutto estremamente luppolata (il luppolo è un conservante naturale): così nacque un nuovo stile di birra, con un colore più chiaro rispetto alle altre ale(link al post sulle ale)del tempo.

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Inizialmente fu una piccola birreria londinese, la Hogdson, strategicamente locata vicino ai docks della capitale ad intraprendere questa via dell’IPA. Dal 1780 al 1830 circa, la Hogdson ebbe il monopolio dell’esportazione, fino a quando le grandi birrerie di Burton on Trent si accorsero delle grandi opportunità del mercato coloniale ed iniziarono anche loro la produzione. La “leggenda” narra che il mastro birrario della Allsopp, quando assaggiò per la prima volta l’India Pale Ale prodotta dalla concorrente londinese, la sputò causa l’amaro davvero estremo dato dalla luppolatura. Accettò quindi la sfida della produzione di questa nuova tipologia di birra e dopo aver fatto la prima cotta - sempre secondo leggenda - in una teiera, riuscì a produrre una birra simile ma di qualità superiore grazie alla più avanzate conoscenze tecniche.

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Ben presto Alsopp e Bass spodestarono la Hogdson e si assicurarono il controllo del mercato, che si allargò a comprendere non solo le Indie ma anche Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda. La situazione favorevole (sfruttata anche da diverse birrerie scozzesi) durò pochi decenni, fino a quando i lontani paesi consumatori di birra cominciarono invece ad “importare” il mestiere fabbricando impianti per la produzione locale di birra, per lo più per le "nuove" lager.
A questo punto la IPA cedette il passo alle altrettanto chiare ma meno amare pils e lager. Nel frattempo però l’accoglienza e “l’indice di gradimento” in Inghilterra era aumentata sensibilmente, e le stesse birrerie di Burton iniziarono a lanciare sul mercato diverse evoluzioni delle IPA classiche, creando molte sottotipologie della stessa birra: un colore differente (meno chiare) ed un amaro meno marcato (luppolatura minore). L’iniziativa fu gradita e le nuove tipologie divennero di gran moda e dettero origine alle odierne bitter a pale ale inglesi. Attualmente anche in America si è sviluppata una rivisitazione di questo stile classico con risultati veramente ottimi (alcuni molto particolari soprattutto nel dosaggio di luppolo), assolutamente da provare.

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Personalmente amo moltissimo questa tipologia di birra e consiglio vivamente di provare una IPA classica e tutte le sue evoluzioni.
Cheers, M.

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23 Aprile 2007

Birra del Borgo Day

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Un evento da non perdere assolutamente, Domenica 6 maggio 2007, in occasione del secondo compleanno del birrificio, dalla mattina al tardo pomeriggio si festeggerà a Borgorose (RI) l’anniversario della Birra del Borgo, insieme al birraio Leonardo Di Vincenzo, a Kuaska e ad altri amici. Io sarò li tutta la giornata, chi vuol venire è il benvenuto.
Questo il programma dettagliato:

10,30: Apertura Birra del Borgo Day.
11,30: Visita all’impianto di produzione del birrificio guidata da Kuaska
12,30: Aperitivo con Cortigiana
13,00: Pranzo
15,00: Degustazione Re Ale Anniversario e altra produzione condotta da Kuaska
17,30: Chiusura Birra del Borgo Day.

La quota di partecipazione all’evento è di 12 euro e comprende:
- Visita guidata all’impianto di produzione
- Pranzo
- Degustazione condotta da Kuaska

Il menu, che come sempre punterà su prodotti di qualità, prevede:
- Antipasto con formaggi e affettati
- Porchetta
- Arrosticini

Durante la manifestazione saranno poi presenti altre libagioni e, immancabilmente, le produzioni del birrificio alla spina. Queste le birre presenti:
- Re Ale Anniversario (presentata per la prima volta in esclusiva)
- Cortigiana 2007 (presentata per la prima volta in esclusiva)
- Re Porter
- Duchessa
- Genziana

Due le possibilità di acquisto della birra
- Sìngolo bicchiere da 20 cl. a 2,00 euro
- Carnet da 10 bicchieri da 20 cl. a 15,00 euro

Nel secondo caso sarà possibile acquistare un carnet al prezzo scontato di 12,00 euro al momento del versamento della quota di partecipazione.

La quota di partecipazione di 12,00 euro + eventuale carnet scontato da 12,00 euro dovranno essere versati anticipatamente presso (andate a versare i soldi, mangiate e bevete assolutamente):
- il pub Ma che siete venuti a fa di via Benedetta, 25 (Trastevere).
- pizzeria Pizzarium di via della Meloria, 43 (Trionfale)

I posti sono limitati e subordinati a prenotazione, quindi, come si dice in questi casi, affrettatevi!
Ovviamente l’evento si terrà presso il birrificio Birra del Borgo, via del Colle Rosso snc - Borgorose (RI). Per informazioni è possibile contattare Leonardo di Vincenzo (0746 31284) o 328.4726882 o 328.8616134 o scrivere ai Domozimurghi Romani.

Ci vediamo a Borgorose, cheers M.

Per chi viene da fuori, qui si può alloggiare:

Alberghi convenzionati:
LA DUCHESSA
Via Marsicana - Corvaro
Tel: 0746.31107
http://www.laduchessa.it/centroalberghiero/hotel.html

HOTEL FONTE CANTERI
Via degli Eroi, 19 - Borgorose
Tel: 074631089
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12 Aprile 2007

Birra e Cibus

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Quest’anno Cibus è a Roma, per chi volesse partecipare qui le informazionni necessarie e la lista dei produttori partecipanti.
Io ci sarò, tra lo stand di Birra del Borgo e quello de Le Baladin…e in molti altri stand che meritano una visita. Chi passa per Roma tra  venerdì 13 (incrociamo le dita) e lunedì 16 aprile 2007 potrebbe venire alla Nuova Fiera di Roma. Fatemi sapere.
Cheers M.

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Birra: alta e bassa fermentazione

Un passaggio fondamentale nella produzione della birra è la fermentazione: l’azione del/i lievito/i caratterizza e contraddistingue le birre. Esistono due tipi di fermentazione: alta e bassa.
Per interi secoli si utilizzarono solo quelli che vengono definiti lieviti ad alta fermentazione. Non si conoscevano le caratteristiche e gli effetti del lievito e si pensava che a dare il “via” alla fermentazione successiva “era solo la schiuma rimasta in superficie raccolta e depositata in una nuova vasca”. In seguito i birrai delle Alpi Bavaresi scoprirono empiricamente che la birra si stabilizzava se mantenuta in luoghi freddi (grotte e rifugi di montagna) e che i lieviti precipitavano nel fondo del recipiente. Nei primi dell’800 gli scienziati cominciarono a capire il comportamento dei lieviti ed iniziarono ad allevare ceppi di lieviti per la bassa fermentazione.
Oggi le tipologie di birre tradizionali come le Trappiste, le Porter & le Stout, le Ale (inglesi e belga), le tedesche come Altbier, Kolsch e le Weizen (frumento) sono e dovrebbero esser prodotte con lieviti ad alta fermentazione. Questa tipologia di lieviti (Saccharomyces cerevisiae) inizia a lavorare e fermentare a temperature calde, tra i 15 e i 25 gradi °C. I lieviti, come “intuirono” nel passato salgono a galla nella parte alta della vasca di fermentazione.
Al contrario, per la bassa fermentazione, i lieviti (Saccharomyces uvarum) rimangono sul fondo della vasca ed iniziano a fermentare e a lavorare a temperature molto più basse, tra i 5 e i 9°C. Anche le temperature di servizio e conservazione cambiano in base alla tipologia di birra. Oltre a determinare il tipo di fermentazione, il lievito è in grado di caratterizzare la birra in ogni suo aspetto, dalla schiuma, agli aromi, alla ricchezza del corpo. Per questo ogni produttore sceglie il proprio tipo di lievito da utilizzare e attinge alle proprie colture di lieviti, talvolta tramandate attraverso le diverse generazioni.
Alta o Bassa fermentazione l’importante è che sia una birra di qualità, non pastorizzata, artigianale…”diffidate dalle imitazioni” e se avete qualche dubbio chiedete pure.
Cheers M.

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11 Aprile 2007

Birra Artigianale: Pils Pride col Birrificio Italiano

Sabato 14 aprile dalle 17.30 alle 02.00 e domenica 15 aprile dalle 16.00 alle 01.00, al Birrificio Italiano di Lurago Marinone si terrà la prima edizione di un evento molto speciale: PILS PRIDE.

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Lo stile birraio più famoso al mondo è anche in realtà il più dimenticato e quelle che oggi vengono chiamate Pils non sono che l’ombra di quelle originarie. Amaro, secchezza, aroma erbaceo di luppolo e di fiori, uniti in un delicato e inimitabile equilibrio ad un malto mieloso e ricco si sono diluiti negli anni in miliardi di ettolitri di birre senza carattere e personalità che ne millantano il nome. Se sei tra quelli, come noi, che quando vogliono bere birra pensano a questo tipo di birre, non mancare a questo appuntamento.
Birra
In quei due giorni avremo a disposizione 10 Pils di diversa provenienza Waldhaus, "Diplom Pils" (DE) Private Hausbrauerei Schönram, "Schönramer Pils" (DE) Brauerei Lieberth, "Pils" (DE) Meantime, "Bohemian Pils" (GB) Vecchio Birraio (PD), "Sausa Pils" Birrificio del Ducato (PR), "Viaemilia", Birrificio Barchessa di Villapola (TV), "Pola Pils" Birrificio BABB (BS), "Omnia"Birrificio Italiano (CO), "Tipopils" Birrificio Italiano (CO), "Extrahop" Prezzo: 2 euro bicchiere da 0,2 litri. Non verranno servite altre birre del Birrificio Italiano. Il bicchiere potrete ritirarlo all’ingresso lasciando un deposito di 2 Euro e poi potrete eventualmente restituirlo alla fine delle vostre bevute oppure tenervelo.Una postazione per il lavaggio dei bicchieri sarà a vostra disposizione.
Nuove esperienze
Sabato alle ore 22 circa, un fusto di Extra Hop verrà fatto passare attraverso il Randall riempito con fiori di luppolo Tettnanger.
Domenica alle 19 circa un fusto di Tipopils, trattato come una Real Ale, verrà spinato a pompa e a temperatura di circa 18°C.
Cibo
Sia Sabato che domenica la cucina del Birrificio preparerà solo piatti semplici ma specificatamente adatti alle Pils. Avremo una selezione di formaggi e una di affettati oltre ad alcuni manicaretti preparati per l’occasione. Non sarà possibile prenotare e i posti a sedere saranno limitati dal fatto che alcuni tavoli verranno eliminati per dare spazio agli incontri e alle chiacchere tra appassionati di Pils.
Luppolo
Il grande protagonista delle birre Pils si lascerà guardare e degustare da voi. Avremo un banco con diverse varietà di luppolo aromatico che vi saranno raccontate da un esperto.
La produzione
Domenica, alle ore 16.30, incontro per parlare di come si produce una buona Pils. Interverranno alcuni dei Birrai che producono le birre in spillatura e ci sarà ampio spazio per il dibattito e le domande.
Musica
Sabato sera "Charleston Six", inimitabile ensamble Dixieland che ci delizierà girando per il locale e soffiando in grossi "tromboni" !
Domenica pomeriggio "Inis Fail", celeberrimo gruppo di musica irlandese che creerà la giusta atmosfera folk !

Nuovo Birrificio Italiano s.r.l.
Indirizzo: Via Castello, 51 - Lurago Marinone (CO)
Tel: 031/895450 Fax: 031/3520893
E-Mail: birrificio@birrificio.it

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3 Aprile 2007

La gradazione alcolica nelle birre.

Come afferma spesso Michael Jackson, non il “cantante” ma il più grande conoscitore di birre al mondo, la gradazione alcolica è considerata, in maniera errata, la caratteristica principale e fondamentale delle birre.

Michael Jakson "The beer Hunter".

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Una birra che presenta 9,5 gradi alcolici in volume non può essere considerata migliore di una birra molto meno alcolica come una “weisse” o una pils. La gradazione non rappresenta la virtù di una birra perché ogni tipologia denota delle caratteristiche diverse come la corposità, la gradazione appunto, il colore, che le rendono uniche esaltando il loro vero scopo. Una birra trappista come la Rochefort 10 con gradazione elevata, scalda in una serata fredda, o aiuta la meditazione e la conversazione con amici.

La Rochefort 10
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Una birra bianca come la Blanche de Namur con gradazione alcolica bassa, intorno ai 4,5 gradi alcolici in volume, ci disseta, ci rinfresca nelle calde giornate estive.

La Blanche de Namur.

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Un birra intesa a calmare e rilassare è fatta diversamente da quella intesa a rinfrescare. Ciascuna va giudicata secondo le sue proprietà”. (Michael Jackson)

Secondo la legge italiana (legge n. 1354 del 16 agosto 1962) le birre sono suddivise in gradi saccarometrici. In etichetta, viene, però, suddivisa in cinque categorie per contenuto alcolico in volume: 
La denominazione “birra analcolica” è riservata al prodotto con grado saccarometrico in volume non inferiore a 3 e non superiore a 8
(da 1 a 2,6% alc.vol.);
La denominazione “birra leggera o light” è riservata al prodotto con grado saccarometrico in volume non inferiore a 5 e non superiore a
11 (da 3,6 a 4,3% alc.vol.);
La denominazione “birra” o “birra normale” è riservata al prodotto con grado saccarometrico in volume non inferiore a 11
(da 3,6 a 4,3% alc.vol.);
La denominazione “birra speciale” è riservata al prodotto con grado saccarometrico in volume non inferiore a 13
(da 4,3 a 5% alc.vol.);
La denominazione “birra doppio malto” è riservata al prodotto con grado saccarometrico in volume non inferiore a 15
(oltre 5% alc.vol.).

Non sempre si beve una birra per rinfrescarsi o per meditare: il solo fatto di gradire un sapore particolare in bocca o delle sensazioni al naso fa si che quel momento diventi quello giusto per bere la birra desiderata.

Cheers M.

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28 Marzo 2007

Birra: la temperatura corretta.

Esistono moltissime tipologie di birra al mondo, ognuna ha le sue caratteristiche e per questo anche un bicchiere adatto dove servirla ed una temperatura di servizio “consigliata” per far esprimere le caratteristiche della birra al meglio.
Ma scusa la birra non va ghiacciata?”…NO, assolutamente!!! Ci sono delle birre, come le lager, che possono essere servite un po’ più fresche, ma mai totalmente ghiacciate. Il freddo attenua i sapori sulla lingua e al naso, nascondendo le caratteristiche di ogni singola birra. La temperatura di servizio deve esaltare ed equilibrare la birra e quindi non serviremo mai una weizen a temperatura ambiente o una birra belga totalmente fredda, con tanto di bicchiere ghiacciato.
Di solito la temperatura di servizio è suggerita in retro etichetta, la maggiorparte delle volte è una temperatura corretta ma personalmente alzerei di un 1 o 2 gradi quelli consigliati. Un mio amico, mastro birraio, ha coniato per le sue birre, il motto “Mai sotto i dieci gradi°” direi che è un suggerimento perfetto per le birre artigianali.
Per quanto riguarda le birre commerciali, pastorizzate, due consigli:

  1. NON BEVETELE.
  2. Se proprio vi costringono, ma con la forza, bevetele ghiacciate, come le industrie suggeriscono, almeno non sentirete niente.

Cheers. M.
Di seguito una breve lista, come suggerimento, delle temperature di servizio per ogni stile di riferimento.

Belgian Ale 12-14
British Ale 12-15
Alt 9-10
Barley Wine 12-16
Biére de Garde 9-13
Bock e Doppelbok 9-12
Dortmunder 9-12
Kolsh 10-12
Lager 8-10
Lambic 8-10
Marzen 8-11
Munchner 8-11
Pilsner 8-11
Rauchbier 12-14
Saison 10-12
Steinbier 9-12
Stout 10-15
Trappist (Abbey) 11-16
Weizen & Blanche 8-10

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22 Marzo 2007

Maggio con la Birra nel Nord Est Italia

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Forse un po in anticipo, ma così diamo il tempo a tutti di organizzare le proprie giornate, annuncio un altro evento:
la 1^ edizione di BIRRA NOSTRA, Esposizione delle Birre Artigianali d’Italia. La manifestazione si terrà dall’11 al 13 Maggio 2007 nei padiglioni dell’Ente Fiera di ROVIGO. L’evento, unico nel suo genere in tutta l’area del nord-est, ospiterà produttori di birra artigianale, produttori di materie prime, di apparecchi e attrezzature, collezionisti e, più in generale, tutto quanto ruoti attorno alla birra. Ampio risalto verrà dato all’abbinamento birra-gastronomia, anche in considerazione delle potenzialità di un’area, il nord-est, da sempre considerata un laboratorio di certa gastronomia italiana. La parte scientifica sarà curata da Lorenzo Dabove, in arte Kuaska, che terrà i laboratori. Non mancheranno i convegni, che vedranno la partecipazione di giornalisti specializzati, docenti, birrai e Associazioni di categoria.

Se qualcuno volesse organizzare un incontro lo può fare qui.

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12 Marzo 2007

Stout Porter Fest ed alltre feste in Italia

Per tutti gli appassionati mi permetto di segnalare un evento imperdibile per chi vive o è a Roma SABATO 17 Marzo 2007. In concomitanza con la partita di Rugby del 6 nazioni ci sarà la Stout Porter Fest  birre artiginali italiane, inglesi e irlandesi al "Ma che siete venuti a fà" in Trastevere. Io sarò li e tiferò Italia, vi aspetto numerosi. Sotto la locandina con i dettagli della giornata e dell’evento in collaborazione con i Domozimurghi Romani.

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Il primo Stout & Porter Fest romano con:

RePorter Birra Del Borgo (Lazio - Borgorose RI )
Fusca BABB (Lombardia - Manerbio BS )
Black Lizard MAltovivo (Campania - Capriglia Irpina AV)
Double Chocolate Wells & Young’s (Inghilterra - Bedford )
O’Haras Celtic Stout Carlow (Irlanda - Carlow )

Per completezza qui potete trovare un elenco degli eventi dedicati alla Festa di San Patrizio in Italia, buon divertimento!

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San Patrizio: tra Porter e Stout

Sabato 17 Marzo in Irlanda (ultimamente in molte altre nazioni dove sono presenti irlandesi), ricorre la festa di San Patrizio, il santo patrono dell’isola celebrata con canti, manifestazioni, parate, festival e molta birra, soprattutto tipologie classiche come la Porter e la Stout.
La Stout è una birra ad alta fermentazione molto scura, quasi nera, prodotta con malti tostati (roasted malt ) che sprigionano al palato sapori classici di caffé e liquirizia (anche al naso); sono moderatamente luppolate, e parte dell’amaro viene conferito dall’utilizzo di questo malto particolare. Schiuma  come crema densa, compatta e persistente. Le Stout sono di 3 tipi:
Dolce (sweet), intorno ai 4 gradi alcolici, più in stile inglese, contiene spesso lattosio per renderla più morbida e tonica e vengono così esaltati i sapori di caffè, cioccolato e liquirizia.

La Double Chocolate Stout della Young’s.
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Secca (dry), in perfetto stile irlandese sempre con una gradazione alcolica di 4% (più alta per l’esportazione).
Un’altra “evoluzione” di stout è l’Imperial Stout concepita e realizzata in origine per essere esportata, durante il periodo invernale, nell’impero zarista. Quest’ultima si differenzia dalle altre soprattutto per il grado alcolico, qui siamo tra i 7-10 gradi ed oltre, e una secchezza media.
La Porter è uno stile londinese andato perduto e riscoperto solo ultimamente grazie al lavoro di diversi microbirrifici americani e poi ripreso anche da mastri birrai del regno unito, in una sorta di “rinascimento” di questo stile. Il termine deriva dal nome attribuito ai facchini degli inizi del 1700, lavoratori nei porti e non, i quali erano soliti ordinare un tipo di Ale ottenuto dalla combinazione di 3 tipi di birra di qualità diversa.
Si presenta molto simile alla Stout, soprattutto nel colore scuro, nero, ma anche con il suo gusto di malto torrefatto che sprigiona sentori di caffè e liquirizia al naso ed in bocca; cambiano invece il corpo, meno denso e il sapore amaro, meno pronunciato. La gradazione, anche in questo caso, rimane comunque bassa ma differente, intorno al 5% in volume.
Se avete la possibilità assaggiatene un paio per tipologia non rimarrete delusi.
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