Le birre viaggianti: IPA
La IPA (India Pale Ale) nacque, intorno alla metà del 1700, come una "astuzia commerciale", per approfittare a pieno dei viaggi di andata delle navi inglesi verso le Indie. Le navi tornavano cariche di merci, ma nel viaggio di andata erano semivuote. Perché non approfittare e caricarle di birra per l’esportazione?
Il viaggio però era molto lungo e per sopportare tale durata la birra doveva essere piuttosto forte, e soprattutto estremamente luppolata (il luppolo è un conservante naturale): così nacque un nuovo stile di birra, con un colore più chiaro rispetto alle altre ale(link al post sulle ale)del tempo.

Inizialmente fu una piccola birreria londinese, la Hogdson, strategicamente locata vicino ai docks della capitale ad intraprendere questa via dell’IPA. Dal 1780 al 1830 circa, la Hogdson ebbe il monopolio dell’esportazione, fino a quando le grandi birrerie di Burton on Trent si accorsero delle grandi opportunità del mercato coloniale ed iniziarono anche loro la produzione. La “leggenda” narra che il mastro birrario della Allsopp, quando assaggiò per la prima volta l’India Pale Ale prodotta dalla concorrente londinese, la sputò causa l’amaro davvero estremo dato dalla luppolatura. Accettò quindi la sfida della produzione di questa nuova tipologia di birra e dopo aver fatto la prima cotta - sempre secondo leggenda - in una teiera, riuscì a produrre una birra simile ma di qualità superiore grazie alla più avanzate conoscenze tecniche.

Ben presto Alsopp e Bass spodestarono la Hogdson e si assicurarono il controllo del mercato, che si allargò a comprendere non solo le Indie ma anche Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda. La situazione favorevole (sfruttata anche da diverse birrerie scozzesi) durò pochi decenni, fino a quando i lontani paesi consumatori di birra cominciarono invece ad “importare” il mestiere fabbricando impianti per la produzione locale di birra, per lo più per le "nuove" lager.
A questo punto la IPA cedette il passo alle altrettanto chiare ma meno amare pils e lager. Nel frattempo però l’accoglienza e “l’indice di gradimento” in Inghilterra era aumentata sensibilmente, e le stesse birrerie di Burton iniziarono a lanciare sul mercato diverse evoluzioni delle IPA classiche, creando molte sottotipologie della stessa birra: un colore differente (meno chiare) ed un amaro meno marcato (luppolatura minore). L’iniziativa fu gradita e le nuove tipologie divennero di gran moda e dettero origine alle odierne bitter a pale ale inglesi. Attualmente anche in America si è sviluppata una rivisitazione di questo stile classico con risultati veramente ottimi (alcuni molto particolari soprattutto nel dosaggio di luppolo), assolutamente da provare.

Personalmente amo moltissimo questa tipologia di birra e consiglio vivamente di provare una IPA classica e tutte le sue evoluzioni.
Cheers, M.






